Compare la Volpe un giorno si mise in grande,
e invitò a pranzo comare la Cicogna.
Il banchetto fu misero e senza molti preparativi:
il galante, per tutta faccenda,
aveva una broda chiara; viveva con parsimonia.
Questa broda egli servì su un piatto:
la Cicogna dal lungo becco non ne poté afferrare una briciola;
e il birbante l’ebbe leccata tutta in un momento.
Per vendicarsi di questo inganno,
dopo qualche tempo, la Cicogna lo invita.
“”Volentieri, le dice lui; perché con i miei amici
non faccio cerimonie. “”
All’ora stabilita, egli corse alla dimora
della Cicogna sua ospite;
lodò molto la cortesia;
trovò il pranzo cotto a puntino:
buon appetito soprattutto; le Volpi non ne mancano.
Si rallegrava all’odore della carne
tagliata in piccoli pezzi, e che credeva ghiotta.
Si servì, per metterlo in imbarazzo,
in un vaso dal lungo collo e dalla stretta imboccatura.
Il becco della Cicogna vi poteva ben passare;
ma il muso del signore era di altra misura.
Gli toccò a digiuno tornare a casa,
vergognoso come una Volpe che una Gallina avrebbe preso,
stringendo la coda, e portando basso l’orecchio.
Ingannatori, è per voi che scrivo:
aspettatevi il contraccambio.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-volpe-e-la-cicogna-jean-de-la-fontaine/
