Lontano dai grandi scogli neri che la marea bacia,
il mare calmo, il mare dal mormorio soporifero,
al largo, laggiù in fondo, lento si è ritirato,
e il suo singhiozzo d’amore nell’aria della sera si muore.
Il mare fulvo, il mare vergine, il mare selvaggio,
nel profondo del suo letto di madreperla inviolato
ridiscende, per dormire, lontano, ben lontano dalla riva,
sotto il solo sguardo puro del dolce cielo stellato.
Il mare ama il cielo: è per meglio ridirgli,
in disparte, in segreto, il suo immenso tormento,
che la fulva innamorata, al largo si ritira,
nel suo letto di corallo, d’ambra e di diamante.
E la brezza non porta alla terra gelosa,
che un soffio sussurrante, vago, delizioso:
l’anima degli oceani freme come una sposa
sotto il casto bacio dei cieli impassibili.
Charles-Nérée Beauchemin
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-mare-charles-neree-beauchemin/
