L’ubriacone e sua moglie

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi VitaEpoca 17e siècle

Ognun ha il suo difetto, e sempre vi ritorna:
vergogna o paura non vi rimedia.
Su questo proposito, mi sovviene un racconto:
non dico nulla che non appoggi
con qualche esempio. Un seguace di Bacco
rovinava la salute, lo spirito e la borsa.
Tale gente non ha fatto metà del cammino
che già è alla fine dei suoi quattrini.
Un giorno che costui, pieno del succo della vigna,
aveva lasciato i sensi in fondo a una bottiglia,
la moglie lo chiuse in un certo sepolcro.
Là i vapori del vino nuovo
fermentarono a piacere. Al suo risveglio egli trova
l’apparato della morte intorno al suo corpo:
un lume, un drappo dei morti.
Oh! dice, che è questo? Mia moglie è forse vedova?
Allora sua moglie, in abito di Aletto,
mascherata e contraffacendo il tono della voce,
viene al presunto morto, si avvicina alla sua bara,
gli porge una zuppa adatta per Lucifero.
Lo sposo allora non dubita in alcun modo
di essere cittadino dell’inferno.
Qual persona sei tu? dice a quel fantasma.
– La cantiniera del regno
di Satana, rispose lei; e porto da mangiare
a quelli che rinchiude la tomba nera.
Il marito replica senza pensare:
Non porti loro da bere?

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-ubriacone-e-sua-moglie-jean-de-la-fontaine/