Il vigile derviscio alla preghiera chiama
Dall’alto dei minareti tinti dei fuochi del tramonto.
È l’ora in cui il leone insegue la gazzella;
Una rosa nel giardino io me ne vado cercando.
Musulmana dagli occhi lunghi, di un padrone che sfido
Figlia deliziosa, amante dei concerti,
Esiste sorte più dolce che essere tuo schiavo,
Te che servo, te che servo?
Un tempo, quando il mio braccio faceva volare la prua
Sul fluido azzurro dell’abisso calmato,
Del cupo disperare le lacrime bagnavano il mio remo:
Un incanto mi ha guarito: amo e sono amato.
La nera roccia mi piace; la torre che l’onda bagna
Mi sorride ora sulle rive di questi mari:
Il faro del segnale vi luccica per il tuo schiavo,
Te che servo, te che servo!
Bella e divina sei, in tutto il tuo ornamento,
Quando la notte nell’harem insinuo un piede furtivo!
I tappeti, l’aloe, i fiori e l’onda pura,
Sono da te profusi al tuo giovane captivo.
Qual felicità! in mezzo al pericolo che aggravo,
Circondarti delle mie braccia, adornarti dei miei ferri,
Mescolare ai tuoi collari l’anello del tuo schiavo,
Te che servo, te che servo!
Nelle sabbie mobili, del tuo bianco dromedario
Riconosco da lontano il passo sicuro e leggero;
Tu mi appari all’improvviso: un astro solitario
È meno dolce sull’onda al povero passeggero;
Del mattino profumato il soffio è meno soave,
La palma meno incantevole in mezzo ai deserti.
Qual sultano glorioso eguaglia il tuo schiavo,
Te che servo, te che servo!
Il mio paese, che amavo fino all’idolatria,
Non è più nei sospiri della mia semplice canzone;
Non rimpiango più mia madre e la mia patria;
Temo che un santo prete non porti il mio riscatto.
Non affrancarmi mai! lascia a me il mio laccio!
Sì, sii la mia libertà, il mio Dio, il mio universo!
Vieni, sotto i tuoi bei piedi nudi, vieni a calpestare il tuo schiavo,
Te che servo, te che servo!
Tunisi, 1807.
Chateaubriand
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-lo-schiavo-francois-rene-de-chateaubriand/
