Conoscete quel molo chiamato della ferraglia,
dove si vendono uccelli, uomini e fiori:
è là che spesso lavoro alle mie favole;
vi vedo degli animali, e osservo i loro costumi.
Un giorno di martedì grasso ero alla finestra
di un uccellatore mio amico,
quando sul molo vidi apparire
un piccolo arlecchino agile, ben fatto, ben vestito,
che, la batte in mano, con grazia leggera,
correva dietro a una maschera in abito da pastorella.
Il popolo applaudiva con risa, con grida.
Proprio vicino a me, in una gabbia,
tre uccelli esotici di diverso piumaggio,
pappagallo, cardinale, canarino,
guardavano anche loro l’arlecchino.
Il pappagallo diceva: poco mi piace il suo viso:
ma il suo abito incantevole non ebbe mai eguale;
è di un verde così bello! Verde! Dice il cardinale:
non ci vedete dunque, mia cara?
L’abito è rosso di sicuro;
ecco ciò che lo rende incantevole.
Oh! Quanto a quello, compare mio,
rispose il canarino, non avete ragione,
perché l’abito è giallo limone;
ed è quel giallo che ne fa tutto il merito.
-È verde. -È giallo. -È rosso,
perbacco!
Interrompe ciascuno con foga,
e già il trio si irrita.
Amici, calmatevi, grida loro un buon picchio;
l’abito è giallo, rosso e verde.
Questo vi sorprende molto, ecco tutto il mistero:
come molte persone di spirito e di sapere,
ma che guardano una faccenda da un solo lato,
ciascuno di voi non vuole vederci
che il colore che gli sa piacere.
Florian
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-il-vestito-di-arlecchino-jean-pierre-claris-de-florian/
