Com’erano dolci quei giorni della mia infanzia
In cui sempre gaio, senza pensieri, senza affanno,
scorrevo la mia dolce esistenza,
Senza pensare al domani.
A che mi serviva che tante conoscenze
Al mio spirito dessero slancio,
Non si ha bisogno delle scienze,
Quando si vive nell’età dell’oro!
Il mio cuore ancora tenero e novizio,
Non conosceva la malvagità,
Della vita cogliendo i fiori,
Non ne sentivo le spine,
E le mie carezze infantili
Erano pure e senza asprezza.
Credevo forse, esente da ogni pena
Che, nel nostro vasto universo,
Tutti i mali usciti dagli inferi,
Avessero stabilito il loro dominio?
Siamo lontani dal tempo felice
Regno di Saturno e di Rea,
In cui le virtù, flagello dei malvagi,
Sulla terra erano adorate,
Poiché in quelle contrade felici
Gli uomini erano fanciulli.
Gérard de Nerval
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-l-infanzia-gerard-de-nerval/
