L’anima del vino

Poesi di Charles Baudelaire Raccolta I fiori del maleTemi CiboEpoca XIX secolo

Una sera, l’anima del vino cantava nelle bottiglie:
“Uomo, verso di te mi spingo, o caro diseredato,
sotto la mia prigione di vetro e le mie cere vermiglie,
un canto pieno di luce e di fraternità!

So quanto ci vuole, sulla collina in fiamme,
di pena, di sudore e di sole cocente
per generare la mia vita e per darmi l’anima;
ma non sarò né ingrato né malvagio,

poiché provo una gioia immensa quando cado
nella gola di un uomo logorato dalle sue fatiche,
e il suo caldo petto è una dolce tomba
dove mi trovo assai meglio che nelle mie fredde cantine.
Senti risuonare i ritornelli delle domeniche
e la speranza che cinguetta nel mio seno palpitante?
Con i gomiti sulla tavola e le maniche rimboccate,
tu mi glorificherai e sarai contento;

Accenderò gli occhi di tua moglie rapita;
a tuo figlio renderò la forza e i colori
e sarò per questo fragile atleta della vita
l’olio che rinsalda i muscoli dei lottatori.

In te cadrò, ambrosia vegetale,
grano prezioso gettato dall’eterno Seminatore,
perché dal nostro amore nasca la poesia
che sgorgherà verso Dio come un raro fiore!”

Charles Baudelaire

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-l-anima-del-vino-charles-baudelaire/