Inno al sole

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Meditazioni poeticheEpoca XIX secolo

Avete avuto pietà del suo lungo dolore!
Mi rendete il giorno, o Dio che l’amore implora!
Già la mia fronte coperta di un molle pallore,
Ai suoi occhi si colora delle tinte della vita;
Già in tutto il mio essere un dolce calore
Circola col mio sangue, risale al mio cuore,
Rinasco per amare ancora!

Ma anche la natura si risveglia in questo giorno!
Al dolce sole di maggio noi la vediamo rinascere;
Gli uccelli di Venere intorno alla mia finestra
Del più caro dei mesi proclamano il ritorno!
Guidate i miei primi passi nelle nostre verdi campagne!
Conducimi, cara Elvira, e sostieni il tuo amante:
Voglio vedere il sole sollevarsi lentamente,
Precipitare il suo carro dall’alto delle nostre montagne,
Fino all’ora in cui nell’onda andrà a inabissarsi,
E cederà i cieli al notturno zefiro!
Vieni! che temi per me? Il cielo è senza nuvole!
Questo più bello dei nostri giorni passerà senza tempesta;
Ed è l’ora in cui già sui prati in fiore
Dormono presso i greggi i pacifici pastori!

Dio! come sono dolci i cieli! come è pura la luce!
Tu regni da vincitore su tutta la natura,
O sole! e dai cieli, dove il tuo carro è portato,
Tu le versi la vita e la fecondità!
Il giorno in cui, separando la notte dalla luce,
L’eterno ti lanciò nella tua vasta carriera,
L’universo intero ti riconobbe per re!
E l’uomo, adorandoti, s’inchinò davanti a te!
Da quel giorno, proseguendo la tua carriera infiammata,
Tu descrivi senza riposo la tua via consueta;
Lo splendore dei tuoi raggi non si è punto affievolito,
E sotto la mano dei tempi la tua fronte non è punto impallidita!

Quando la voce del mattino viene a risvegliare l’aurora,
L’indiano, prostrato, ti benedice e ti adora!
E io, quando il mezzogiorno dei suoi benefici fuochi
Rianima a grado a grado le mie membra languenti,
Mi sembra che un Dio, nei tuoi raggi di fiamma,
Riscaldando il mio petto, penetri nella mia anima!
E sento il mio spirito distaccato dalle sue catene,
Come se il braccio dell’Altissimo mi avesse toccato!
Ma il tuo sublime autore vieta di crederlo?
Non sei tu, o sole! un raggio della sua gloria?
Quando vai misurando l’immensità dei cieli,
O sole! non sei tu uno sguardo dei suoi occhi?

Ah! se qualche volta, nei giorni dell’infortune,
Ho bestemmiato del sole la luce importuna;
Se ho maledetto i doni che ho ricevuto da te,
Dio, che leggi nei cuori, o Dio! perdonami!
Non avevo assaporato la voluttà suprema
Di rivedere la natura accanto a ciò che amo,
Di sentire nel mio cuore, ai raggi di un bel giorno,
Ridiscendere a un tempo e la vita e l’amore!
Insensato! ignoravo tutto il prezzo della vita!
Ma questo giorno me lo insegna, e io ti glorifico!

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-inno-al-sole-alphonse-de-lamartine/