Fine di un amore

Poesi di Guy De Maupassant Raccolta VersiEpoca XIX secolo

Il gaio sole scaldava le pianure risvegliate.
Carezze aleggiavano sotto le calme fronde.
Offrendo a ogni desiderio il suo calice profumato,
Dove ancora scintillava la goccia di rugiada,
Ogni fiore, corteggiato da bei insetti,
Lasciava bere il succhio chiuso nel suo grembo.
Grandi farfalle posandosi su di essi
Li esaurivano con un batter d’ali,
E ci si chiedeva quale fosse vivo,
Ché la bestia sembrava un fiore animato.
Grida di tenerezza scoppiavano nel vento.
Tutto, sotto l’aurora tiepida, aveva la sua amata!
E nel bruno roseo dove sorgono i giorni
Si udivano cantare coppie di allodole,
Degli stalloni nitrire i loro amori focosi,
Mentre offrivano i cuori con delle piroette
Dei piccoli conigli grigi saltavano all’angolo d’un bosco.
Una gioia amorosa, diffusa e possente,
Seminando per l’orizzonte la sua febbre crescente,
Per turbare tutti i cuori prendeva tutte le voci,
E sotto il riparo della ramata ospitale
Degli alberi, abitati da popoli minuti,
Da quegli esseri simili a granelli di polvere,
Folle di animali ai nostri occhi ignoti,
Per cui le gemme tenere sono immensi regni,
Mescolavano al giorno nascente le loro tenerezze d’atomi.

Due giovani seguivano un tranquillo sentiero
Annegato nelle messi che coprivano la campagna.
Non si stringevano punto col braccio o con la mano;
L’uomo non alzava gli occhi sulla sua compagna.

Ella disse, sedendosi sul ciglio d’un rialzo:
“Andate, avevo ben visto che non mi amavate più.”
Egli fece un gesto per rispondere: “È colpa mia?”
poi si sedette accanto a lei. Sognavano, fianco a fianco.
Ella riprese: “Un anno! nient’altro che un anno! ed ecco
Come tutto questo amore eterno se ne volò!
La mia anima vibra ancora delle tue dolci parole!
Ho il cuore tutto ardente delle tue carezze folli!
Chi mai ti ha potuto cambiare da un giorno all’altro?
Mi baciavi ieri, Amore mio; e la tua mano,
Oggi, sembra fuggire non appena mi tocca.
Perché dunque non hai più baci sulla bocca?
Perché? rispondi!” egli disse: “Che ne so io?”
Ella mise il suo sguardo nel suo per leggervi:
“Non ti ricordi più come mi baciavi,
E come ogni stretta era un lungo delirio?”
Egli si alzò, girando tra le dita distratte
La sottile sigaretta, e, con voce stanca:
“No, è finita, disse, a che servono i rimpianti?
Non si richiama una cosa passata,
E non ci possiamo far nulla, amica mia!”
A passi lenti
Partirono, la fronte china, le braccia ciondoloni.
Ella aveva singhiozzi che le gonfiavano la gola,
E lacrime venivano a luccicare al bordo dei suoi occhi.
Fecero involare in mezzo a un campo d’orzo
Due piccioni che, amandosi, fuggirono con volo gioioso.
Intorno a loro, sotto i loro piedi, nell’azzurro sopra il capo,
L’Amore era ovunque come una grande festa.
A lungo la coppia alata nel cielo blu girò.
Un garzone che andava al lavoro intonò
Una canzone che fece accorrere, rossa e tenera,
La serva di fattoria appostata ad attenderlo.

Camminavano senza parlare. Egli sembrava irritato
E la spiava talvolta con uno sguardo di traverso;
Giunsero a un bosco. Sull’erba d’un sentiero,
Attraverso il verde ancora chiaro e recente,
Pozze di sole cadevano davanti ai loro passi;
Vi avanzavano sopra e non le vedevano.
Ma ella si afflosciò, ansante e senza forza,
Ai piedi d’un albero di cui strinse la scorza,
Non potendo trattenere i singhiozzi e le grida.

Egli attese dapprima, immobile e sorpreso,
Sperando che presto ella si sarebbe calmata,
E il suo labbro lanciava fili di fumo
Che guardava salire, perdersi nell’aria pura.
Poi batté il piede, e d’un tratto, la fronte dura:
“Finiscila, non voglio né lacrime né lite.”
“Lasciami soffrire sola, vattene”, disse ella.
E alzando su di lui i suoi occhi inondati di pianto:
“Oh! come avevo l’anima smarrita e rapita!
E ora è così piena di dolori!…
Quando si ama, perché non è per la vita?
Perché smettere di amare? Io, ti amo… E mai
Tu non mi amerai più così come mi amavi!”
Egli disse: “Non ci posso far nulla. La vita è fatta così.
Ogni gioia, quaggiù, è sempre incompleta.
La felicità dura solo un tempo. Non ti ho promesso
Che sarebbe durata fino all’orlo della tomba.
Un amore nasce, invecchia come il resto, e cade.
E poi, se vuoi, diventeremo amici
E avremo, dopo questo duro scossone,
L’affetto dei vecchi amanti, sereno e dolce.”
E per rialzarla la prese per il braccio.
Ma ella singhiozzò: “No, tu non capisci.”
E, torcendosi le mani in un dolore folle,
Ella gridava: “Mio Dio! mio Dio!” Egli, senza parola,
La guardava. Disse: “Non vuoi finirla,
Me ne vado” e partì per non tornare più.

Ella si sentì sola e rialzò la testa.
Legioni di uccelli facevano una tempesta
Di gridi gioiosi. Talvolta un usignolo lontano
Lanciava un trillo acuto nell’aria fresca del mattino,
E la sua gola flessuosa sembrava rotolare perle.
In tutto il gaio fogliame scoppiavano canzoni:
L’oboe dei fanelli e il fischio dei merli,
E il piccolo ritornello allegro dei fringuelli.
Alcuni arditi passeri, sull’erba del sentiero,
Si amavano, il becco aperto e l’ala fremente.
Ella sentiva ovunque, sotto il bosco rinverdito,
Correre e palpitare un soffio ardente e tenero;
Allora, alzando gli occhi verso il cielo, disse:
Amore! l’uomo è troppo in basso per mai comprenderti!”

Guy de Maupassant

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-fine-di-un-amore-guy-de-maupassant/