La mia fame, Anne, Anne,
Fuggi sul tuo asino.
Se ho gusto, non è che appena
Per la terra e le pietre.
Dinn! dinn! dinn! dinn! Mangiamo l’aria,
La roccia, i carboni, il ferro.
Le mie fami, girate. Pascolate, fami,
Il prato dei suoni!
Attirate il gaio veleno
Dei convolvoli;
Mangiate
I sassi che un povero spezza,
Le vecchie pietre di chiesa,
I ciottoli, figli dei diluvi,
Pani distesi nelle valli grigie!
Le mie fami, sono i pezzi d’aria nera;
L’azzurro campanaro;
– È lo stomaco che mi tira.
È la sventura.
Sulla terra sono apparse le foglie!
Vado alle polpe di frutto fradicie.
Nel cuore del solco colgo
La dolcetta e la violetta.
La mia fame, Anne, Anne!
Fuggi sul tuo asino.
Arthur Rimbaud
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-feste-della-fame-arthur-rimbaud/
