(Aggiunta nell’Edizione dei Sottoscrittori del 1849.)
Che si sia uomo o Dio, ogni genio è martire:
Del supplizio più tardi si bacia lo strumento;
L’uomo adora la croce dove la sua vittima spira,
E del carcere del Tasso incastona il cemento.
Prigione del Tasso qui, di Galileo a Roma,
Patibolo di Sidney, roghi, croci o tombe,
Ah! voi date il diritto di ben disprezzare l’uomo,
Che vuole che Dio l’illumini, e che odia i suoi lumi!
Grande tra i piccoli, libero tra i servili,
Se il genio spira, se l’è ben meritato;
Perché noi innalziamo ovunque alle porte delle nostre città
Queste forche della gloria e della verità.
Lungi dall’ammorbidirci, che questo destino ci ritempri!
Sappiamo il prezzo del dono, ma apriamo la nostra mano.
Le nostre lacrime e il nostro sangue sono l’olio della lampada
Che Dio ci fa portare davanti al genere umano!
Alphonse de Lamartine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-ferrara-alphonse-de-lamartine/
