Oh ! le ore della sera sotto questi climi leggeri,
La luce ne è bella e la luna vi è dolce,
E l’ombra flessuosa e chiara vi spande sui muschi
I mobili disegni d’un fogliame straniero.
Ulivi d’Aragona, fichi di Catalogna,
Borghi calmi e bianchi sui vostri ruscelli chinati,
Ultimi raggi che sfiorano i tetti e i campanili
Dove sostava il volo ripiegato delle cicogne;
Canti di mulattieri o di bettole rossastre,
E voi, donne, il cui passo era altero,
Quando salivate, l’anfora al fianco, verso le fontane,
Quante volte la mia memoria è rifluita verso di voi!
Ma io sono nato, laggiù, nelle brume di Fiandra,
In un piccolo villaggio dove muri incatramati
Riparano marinai poveri ma ostinati,
Sotto cieli d’uragano, di fumo e di cenere.
Le paludi nere, i boschi tetri, e i campi nudi,
E novembre grigiastro e i suoi capelli di pioggia,
E le albe d’inchiostro e i tramonti di fuliggine,
La mia breve infanzia, ahimè ! li ha conosciuti fin troppo bene.
Sempre l’enorme Schelda rotolò nel mio pensiero.
D’inverno, quando i suoi ghiacci in cui si specchiavano gli astri
Crepitavano e trascinavano i loro blocchi verso i disastri,
Ero felice e forte d’una gioia angosciata.
D’estate, le navi pesanti che foravano i lontani
Vibravano meno dei loro alberi su cui sventolavano emblemi,
Di quanto il mio cuore esaltato non vibrasse in me stesso
Per qualche lotta intensa e qualche grande destino.
Le mobili nebbie e le nuvole vaganti,
Con i loro gesti possenti mi hanno così battezzato
E tutto il mio corpo si è come organizzato
Per vivere ardente, sotto il loro tumulto e le loro tempeste.
O voi, i paesi d’oro e di dolce splendore!
Se i vostri boschi, le vostre valli, le vostre pianure e le vostre rive
Tentano talvolta ancora i miei desideri e i miei sogni,
È la Fiandra però che trattiene tutto il mio cuore.
L’amore di cui arsi fu concepito per le sue donne;
Il suo cielo ostile e violento mi ha solo dotato
Di sorda resistenza e d’aspra volontà
E del ruvido orgoglio di cui è fatta la mia anima.
Il mio paese intero vive e pensa nel mio corpo;
Esso assorbe la mia forza nella sua forza profonda,
Perché io senta meglio attraverso di esso il mondo
E celebri la terra con un canto più forte.
Emile Verhaeren
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-epilogo-emile-verhaeren/
