XXV
PASSANDO NELLA PLACE LOUIS XV IN UN GIORNO DI PUBBLICA FESTA
— Orsù, diceva, ancora! perché quel volto chino?
Pensoso, nel tuo pozzo sei ricaduto!
A che serve per sognare venire a una festa?
Io le dissi, mentre ella chinava il capo,
E il suo braccio incantevole al mio braccio si appoggiava:
— Sì, è in questa piazza che la nostra età inquieta
Pose una pietra per nascondere un’idea,
È proprio qui che un giorno di sole inondata,
La grande nazione nella grande città
Venne a vedere passare in pompa una dolce bellezza!
Angelo a cui si sognavano ali ripiegate!
Vergine ancora la vigilia, delle giovani spose
Avente lo stupore e il fresco pallore,
Che, regina e donna, stella e fiore al tempo stesso,
Univa, per incantare quella folla intenerita,
Il dolce nome d’Antoinette al bel nome di Maria!
Il suo principe la seguiva, si sorridevano tra loro,
E tutti vedendola dicevano: Quanto è felice! —
E io tacqui allora, perché il mio cuore era cupo;
Lasciandola contemplare la festa dai rumori innumerevoli,
Il fiume dove si incrociavano cento barche parate a festa,
Il popolo, i vecchi riposati all’ombra,
Gli scolari che giocavano in gruppi separati,
E il sole tranquillo, e, di gioia inebriate,
Le bocche che, coprendo l’orchestra dai vaghi suoni,
Getttavano un vapore di confuse canzoni.
Io, verso ciò che si muove in un’ombra eterna,
Mi ero voltato. L’anima è una pupilla.
— Oh! pensavo, potere strano e sovrumano
Di colui che ci tiene palpitanti nella sua mano!
O volontà del cielo! abisso in cui l’occhio annega!
Voragine in cui da Adamo il genere umano ruota!
Come ci prendete e ci rigettate!
Come vi giocate delle nostre prosperità!
Sulla vostra sabbia, o Dio, il nostro granito si fonde!
Oh! quanto l’uomo è immerso in una notte profonda!
Come tutto ciò che egli fa, ahimè! completandosi
Su di lui crolla! e quanto spesso accade
Che nell’ora in cui sogniamo un avvenire supremo,
Il destino si ride di noi, e che, sotto i nostri stessi passi,
In questa terra dove nulla ci sembra scavato,
Qualcosa di orribile è già deposto!
Luigi sedici, il giorno delle sue nozze regali,
Aveva già il piede sulla piazza fatale
Dove, formato lentamente al soffio dell’Altissimo,
Come un granello nel suolo, germogliava il suo patibolo!
Victor Hugo
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-passando-nella-place-louis-xv-un-giorno-di-pubblica-festa-victor-hugo/
