A Antoine Cros
Sul bordo d uno stagno azzurro la cui acqua s’increspa
Sotto il vento discreto d’una notte d’estate,
Tra i gelsomini, calpestando l’erba umida
Avete mai, sognatore, ascoltato
La voce della vergine commossa e timida
Che furtiva, una sera, per voi ha lasciato
Il focolare amico – da allora freddo e vuoto
Dove, morti i genitori, più nulla è rimasto?
Profumo di veleno, voluttà crudele
D’aver strappato dal suolo quel giglio fragile
E d’aver affrettato l’opera dei sepolcri…
O distruzione, di quali aspri incanti
Sei dunque adorna? E, velati di lacrime,
Perché gli occhi chiari ne sono più belli?
Charles Cros
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-don-giovanni-charles-cros/
