Danse macabra

Poesi di Charles Baudelaire Raccolta I fiori del maleTemi MorteEpoca XIX secolo

A Ernest Christophe

Fiera, quanto un vivente, della sua nobile statura,
Con il suo grosso bouquet, il fazzoletto e i guanti,
Ha la nonchalance e la disinvoltura
D’una civetta magra dagli atteggiamenti stravaganti.

Si vide mai a un ballo una figura più sottile?
Il suo abito esagerato, nella sua regale ampiezza,
Crolla abbondantemente su un piede asciutto che pizzica
Una scarpa pomponata, bella come un fiore.

Il niche che si gingilla sul bordo delle clavicole,
Come un ruscello lascivo che si strofina alla roccia,
Difende pudicamente dalle lazzi ridicole
Le funebri attrattive che tiene a nascondere.

I suoi occhi profondi son fatti di vuoto e di tenebre,
E il suo cranio, di fiori artisticamente acconciato,
Oscilla mollemente sulle sue fragili vertebre.
O fascino d’un nulla follemente agghindato.

Alcuni ti chiameranno una caricatura,
Che non comprendono, amanti ebbri di carne,
L’eleganza senza nome dell’umana armatura.
Tu rispondi, grande scheletro, al mio gusto più caro!

Vieni tu a turbare, con la tua potente smorfia,
La festa della Vita? o qualche antico desiderio,
Spronando ancora la tua vivente carcassa,
Ti spinge, credulo, al sabba del Piacere?

Al canto dei violini, alle fiamme delle candele,
Speri tu di scacciare il tuo incubo beffardo,
E vieni a chiedere al torrente delle orge
Di rinfrescare l’inferno acceso nel tuo cuore?

Inesauribile pozzo di sciocchezze e di colpe!
Dell’antico dolore eterno alambicco!
Attraverso il graticcio ricurvo delle tue costole
Vedo, errante ancora, l’insaziabile aspide.
Per dir il vero, temo che la tua civetteria
Non trovi un prezzo degno dei suoi sforzi;
Chi, di questi cuori mortali, comprende la derisione?
I fascini dell’orrore inebriano solo i forti!

L’abisso dei tuoi occhi, pieno di orribili pensieri,
Esala vertigine, e i danzatori prudenti
Non contempleranno senza amare nausee
Il sorriso eterno dei tuoi trentadue denti.

Eppure, chi non ha stretto tra le braccia uno scheletro,
E chi non si è nutrito delle cose del sepolcro?
Che importa il profumo, l’abito o la toeletta?
Chi fa lo schizzinoso mostra che si crede bello.

Baiadera senza naso, irresistibile sgualdrina,
Di’ dunque a questi danzatori che fanno gli offesi:
“Fieri mignon, nonostante l’arte delle polveri e del rosso,
Voi tutti puzzate di morte! O scheletri muschiati,

Antinoo sfioriti, dandy, dalla faccia glabra,
Cadaveri verniciati, lovelace canuti,
Il moto universale della danza macabra
Vi trascina in luoghi che non sono conosciuti!

Dai moli freddi della Senna alle rive brucianti del Gange,
Il gregge mortale salta e si smania, senza vedere
In un buco del soffitto la tromba dell’Angelo
Sinistramente spalancata come uno trombone nero.

In ogni clima, sotto ogni sole, la Morte ti ammira
Nelle tue contorsioni, ridicola Umanità,
E spesso, come te, profumandosi di mirra,
Mescola la sua ironia alla tua insania!”

Charles Baudelaire

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-danza-macabra-charles-baudelaire/