Il male

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta PoesieTemi GuerraEpoca XIX secoloAnalisi di Arthur ↓

Mentre gli sputi rossi della mitraglia
Fischiano tutto il giorno per l’infinito del cielo azzurro;
Mentre scarlatti o verdi, presso il Re che li deride,
Crollano i battaglioni in massa nel fuoco;

Mentre una follia spaventosa maciulla
E fa di centomila uomini un mucchio fumante;
– Poveri morti! nell’estate, nell’erba, nella tua gioia,
Natura! o tu che facesti questi uomini santamente!…

– C’è un Dio, che ride alle tovaglie damascate
Degli altari, all’incenso, ai grandi calici d’oro;
Che nel cullare degli osanna s’addormenta,

E si risveglia, quando delle madri, accasciate
Nell’angoscia, e piangendo sotto il loro vecchio cuffiotto nero,
Gli danno un grosso soldo legato nel loro fazzoletto!

Arthur Rimbaud

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-il-male-arthur-rimbaud/

Arthur

Interpretazione

L'analisi di Arthur

Composto sotto forma di sonetto - due quartine e due terzine - questa poesia di Arthur Rimbaud costituisce una veemente critica della guerra e della religione.

Iniziando con una descrizione della violenza della guerra e della moltitudine dei suoi morti, Rimbaud attacca qui innanzitutto i politici e i Re piuttosto che gli uomini, ritenendoli responsabili della guerra. Per lui, questi potenti sono indifferenti alla sorte degli uomini che combattono in loro nome e, invece di compatirli, preferiscono deriderli (versi 3).

Inoltre, Rimbaud suggerisce anche al suo lettore che la guerra e i suoi responsabili non saranno qui le sue uniche vittime. Infatti, iniziando le sue prime due quartine con la locuzione “mentre”, sottintende che un'altra entità oltre ai politici attende mentre i belligeranti si uccidono a vicenda.

Questa entità è Dio e la religione, che, come i Re, ride dei danni della guerra, troppo distante dal mondo nelle sue “tovaglie damascate”, nei suoi “altari”, nei suoi “grandi calici d'oro”, “cullata” nei suoi canti religiosi.

Ma, ci dice Rimbaud, questo Dio si sveglia a volte per prendere coscienza della violenza che lo circonda. Quando? Quando le madri in lacrime vengono a fargli delle offerte, a dargli “un grosso soldo legato nel loro fazzoletto”.

Piena di disprezzo per i morti e le loro famiglie, Rimbaud ci descrive una religione e un Dio insensibili, che si arricchiscono della miseria dei più poveri. Le madri, pensando di salvare l'anima dei loro figli, danno tutto ciò che possiedono: un solo soldo, e un solo fazzoletto.

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