Or che l’inverno indurisce la gelida lastra,
Riscaldiamoci, mia gentile amante,
Non accovacciati presso il focolare di cenere,
Ma nei piaceri dei combattimenti amorosi.
Sediamoci su questo morbido letto.
Su! baciami, porgimi la tua bocca,
Stringi il mio collo con le tue braccia distese,
E ora dimentica tua madre.
Che col dente io morda il tuo seno,
Che i tuoi capelli filo a filo io districhi.
Non bisogna, in giochi così scherzosi,
Come alla domenica acconciare i capelli.
Avvicinati dunque, volgimi la tua guancia.
Arrossisci? devo divertirmi.
Sorridi: hai forse udito
Qualche dolce parola che ti abbia rallegrata?
Ti dicevo che la mano stavo per mettere
Sul tuo seno: vuoi permetterlo?
Non fuggire senza parlare: vedo bene
Dai tuoi sguardi che lo vuoi bene.
Ti conosco vedendo il tuo aspetto.
Giuro Amore che sei così fine,
Che per morire, con la bocca non diresti
Che ti si baciasse, benché lo desideri;
Perché ogni fanciulla, anche se ha voglia
Del gioco d’amare, desidera essere rapita.
Testimone ne è Elena, che seguì
Di buon volere Paride, che la rapì.
Voglio usare una dolce violenza.
Ah! cadi, fai già la morta.
Ah! che piacere nel cuore ricevo!
Senza baciarvi, vi prendereste gioco di me
Nel vostro letto, quando foste soletta.
Orsù! è fatto, mia gentile brunetta.
Ricominciamo affinché i nostri begli anni
Siano riscaldati da combattimenti così piacevoli.
Pierre de Ronsard
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poema-amorino-pierre-de-ronsard/
