(Scritto all’età di quattordici anni.)
Dopo un così lieto festino,
zelanti seguaci di Gregorio,
amici miei, se, col bicchiere in mano,
vogliamo cantare, ridere e bere,
perché rivolgerci a Bacco?
In una giornata così bella,
amici miei, cantiamo in coro
alla tenerezza materna. (Bis.)
Un dono per noi così prezioso,
quel dolce protettore dell’infanzia,
ah! è un favore del cielo
che Dio diede nella sua clemenza.
Di un bene per l’uomo così incantevole
noi abbiamo qui il modello;
chi non sarebbe riconoscente
alla tenerezza materna? (Bis.)
Sopravviene qualche felicità?
Subito, alla madre la si racconta;
è nel suo seno consolatore
che si nascondono le lacrime o la vergogna.
Si ottengono alcuni deboli successi?
Si trionfa solo per lei
e solo per rispondere ai benefici
della tenerezza materna. (Bis.)
O tu, i cui premurosi pensieri,
sui sentieri di questa vita
dirigono i miei passi indolenti,
madre mia, a te mi affido.
Dagli scogli di un mondo ingannatore
allontana la mia debole navicella.
Voglio dovere tutta la mia felicità
alla tenerezza materna. (Bis.)
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-mia-madre-alfred-de-musset/
