Venezia

Poesi di Alfred De Musset Raccolta Prime poesieTemi CittàEpoca XIX secolo

Nella Venezia rossa,
non un battello che si muova;
non un pescatore nell’acqua,
non un fanale.

Solo, seduto sulla riva,
il grande leone solleva,
sull’orizzonte sereno,
il suo piede di bronzo.

Intorno a lui, a gruppi,
navi e scialuppe,
simili a degli aironi
coricati in cerchio,

dormono sull’acqua che fuma,
e incrociano nella bruma,
in leggeri turbini,
le loro bandiere.

La luna che si cancella
copre la sua fronte che passa
di una nube stellata
a mezzo velata.

Così, la dama badessa
di Santa Croce abbassa
il suo manto dalle larghe pieghe
sul suo camice.

E i palazzi antichi,
e i gravi portici,
e le bianche scalinate.
Dei cavalieri,

E i ponti, e le strade,
e le meste statue,
e il golfo ondeggiante
che trema al vento,

Tutto tace, tranne le guardie
dalle lunghe alabarde,
che vegliano sui merli
degli arsenali.

— Ah! ora più d’una
attende, al chiaro di luna,
qualche giovane damerino,
con l’orecchio in ascolto.

Per il ballo che si prepara,
più d’una che si agghinda,
mette davanti al suo specchio
la maschera nera.

Sul suo letto profumato,
la Vanina in estasi
preme ancora il suo amante,
addormentandosi;

E Narcisa, la folle,
in fondo alla sua gondola,
si dimentica in un festino
fino al mattino.

E chi, in Italia,
non ha il suo granello di follia?
Chi non serba agli amori
i suoi più begli anni?

Lasciamo il vecchio orologio,
al palazzo del vecchio doge,
contargli delle sue notti
i lunghi tedii.

Contiamo piuttosto, mia bella,
sulla tua bocca ribelle
tanti baci dati…
o perdonati.

Contiamo piuttosto le tue grazie,
contiamo le dolci lacrime,
che ai nostri occhi è costata
la voluttà!

Alfred De Musset

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-venezia-alfred-de-musset/