Non ci vorrebbe però, dicevo fra me stesso,
Che un permesso del nostro signore Iddio,
Perché venisse a passare qualche donna in questo luogo.
I boschetti sono deserti; il caldo è estremo;
I venti sono all’amore, l’orizzonte è in fiamme;
Ogni donna, questa sera, deve desiderare d’essere amata.
Se venisse a passare, sotto questi grandi castagni,
Qualche briosa bellezza della scuola fiamminga,
Una ragazzina vispa, sfuggita a Teniers,
O qualche angelo pensoso di candore tedesco:
Una vergine in oro fino di un libro di leggenda,
In un flutto di velluto trascinando i suoi piccoli piedi;
Ella verrebbe di là, da quel viale oscuro,
Camminando a passi di cerbiatta con un’aria imbronciata,
Ascoltando mormorare il vento nel fogliame,
Di pigrizia amorosa e di languore velato,
Nelle sue dita inquiete tormentando un fiore,
La primavera sulla guancia, e il cielo nel cuore.
Ella si fermerebbe laggiù, sotto il pergolato.
Io non le direi nulla, andrei semplicemente
A mettermi in ginocchio per terra davanti a lei,
Guardare nei suoi occhi l’azzurro del firmamento,
E per ogni favore pregarla soltanto
Di lasciarsi amare d’un amore immortale.
Alfred De Musset
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-una-buona-fortuna-alfred-de-musset/
