Parla, parla, Signore, il tuo servo ascolta :
Io dico il tuo servo, perché infine lo sono ;
Lo sono, voglio esserlo, e camminare nella tua via
E i giorni e le notti.
Riempimi di uno spirito che mi faccia comprendere
Ciò che di me ordinano le tue sante volontà,
E riduci i miei desideri al solo desiderio di udire
Le tue alte verità.
Ma disarma di fulmini la tua divina eloquenza ;
Fa’ che scorra senza rumore in mezzo al mio cuore
Che abbia della rugiada la viva abbondanza
E l’amabile dolcezza.
Voi la temevate, Ebrei, voi credevate che il fulmine,
Che la morte la seguisse e dovesse tutto devastare,
Voi che nel deserto non potevate risolvervi
A sentirla parlare.
“”Parla a noi, parla a noi, dicevate a Mosè,
Ma ottieni dal Signore che non ci parli ;
Gli scoppi della sua voce, il tonante stupore
Sarebbe il nostro trapasso.””
Non ho punto questi timori allora che ti prego ;
Ti faccio altri voti che quei figli d’Israele,
E pieno di fiducia, umilmente esclamo
Con il tuo Samuele :
“”Qualunque cosa tu sia il solo che quaggiù temo,
Sei tu solo che quaggiù desidero di udire :
Parla dunque, o mio Dio ! il tuo servo ascolta,
E ti vuole obbedire.””
Non voglio né Mosè a insegnarmi le tue vie,
Né qualche altro profeta a spiegarmi le tue leggi;
Sei tu che le istruisci, sei tu che le invii,
Di cui cerco la voce.
Come è da te solo che essi hanno tutte quelle luci
Di cui la grazia per mezzo loro illumina la nostra fede,
Tu puoi bene senza essi tutti darmele intere,
Ma essi tutti nulla senza di te.
Possono ripetere il suono delle tue parole,
Ma non è in loro di conferirne lo spirito,
E i loro discorsi senza di te passano per così frivoli
Che spesso se ne ride.
Parlino pure ad alta voce, dicano meraviglie,
Dichiarino il tuo ordine con piena vigore :
Se tu non parli, colpiscono le orecchie
Senza commuovere il cuore.
Seminano la parola oscura, semplice e nuda ;
Ma nell’oscurità tu rendi l’occhio chiaroveggente,
E unisci dall’alto del cielo alla lettera che uccide
Lo spirito vivificante.
La loro bocca sotto l’enigma annuncia il mistero,
Ma tu ce ne fai vedere il senso più nascosto ;
Essi ci predicano le tue leggi, ma il tuo soccorso fa fare
Tutto ciò che hanno predicato,
Mostrano la via, ma tu dai la forza
Di portarvi tutti i nostri passi, di camminarvi fino in fondo ;
E tutto ciò che viene da loro non passa la scorza,
Ma tu penetri tutto.
Non irrigano senza di te che gli esterni dell’anima,
Ma la sua fecondità vuole il tuo braccio sovrano ;
E tutto ciò che la illumina, e tutto ciò che la infiamma
Non parte che dalla tua mano.
Quei profeti infine invano gridano e dicono,
Non sono che voci, non sono che grida,
Se per trarne profitto lo spirito che li ispira
Non tocca i nostri spiriti.
Silenzio dunque, Mosè ! e tu, parla al suo posto,
Eterna, immutabile, immensa verità :
Parla, che io non muoia sprofondato nel ghiaccio
Della mia sterilità.
È morire in effetti, che al tuo favore celeste
Non rendere punto per frutto desideri più ardenti ;
E l’avviso dall’esterno non ha nulla se non di funesto
Se non riscalda dentro.
Questo avviso ascoltato solo per capriccio,
Conosciuto senza essere amato, creduto senza essere osservato,
È ciò che veramente uccide, e sul quale la tua giustizia
Condanna un reprobo.
Parla dunque, o mio Dio ! il tuo servo fedele
Per ascoltare la tua voce raduna tutti i suoi sensi,
E trova le dolcezze della vita eterna
Nei suoi divini accenti.
Parla per consolare la mia anima inquieta ;
Parla per condurla a qualche miglioramento ;
Parla, affinché la tua gloria così più esaltata
Cresca eternamente.
Pierre Corneille
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-che-la-verita-parli-dentro-il-cuore-pierre-corneille/
