La quercia e la canna

Favol di Jean De La Fontaine Raccolta Le FavoleTemi Arte, NaturaEpoca 17e siècle

La Quercia un giorno disse alla Canna:
«Avete ben motivo di accusare la Natura;
uno scricciolo per voi è un pesante fardello.
Il più lieve vento, che per avventura
fa increspare la faccia dell’acqua,
vi costringe a chinare il capo:
mentre la mia fronte, simile al Caucaso,
non contenta di fermare i raggi del sole,
sfida lo sforzo della tempesta.
Tutto per voi è Aquilone, tutto mi sembra Zefiro.
Ancora, se nascesse all’ombra del fogliame
di cui io copro le vicinanze,
non avreste tanto da soffrire:
vi difenderei dalla tempesta;
ma voi nascete il più delle volte
sulle umide rive dei Regni del vento.
La natura verso di voi mi sembra assai ingiusta.
– La vostra compassione, le rispose l’Arbusto,
viene da un buon naturale; ma lasciate questa preoccupazione.
I venti mi sono meno temibili che a voi.
Io mi piego, e non mi spezzo. Voi finora
contro i loro colpi spaventosi
avete resistito senza curvare il dorso;
ma aspettiamo la fine.» Come diceva queste parole,
dal confine dell’orizzonte accorre con furia
il più terribile dei figli
che il Nord avesse portato fino allora nel suo grembo.
L’Albero tiene duro; la Canna si piega.
Il vento raddoppia i suoi sforzi,
e fa così bene che sradica
colui la cui testa era vicina al Cielo
e i cui piedi toccavano l’Impero dei Morti.

Jean de La Fontaine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-quercia-e-la-canna-jean-de-la-fontaine/