La Settimana Santa a La Roche-Guyon

Poesi di Alphonse De Lamartine Raccolta Meditazioni poeticheTemi ReligioneEpoca XIX secolo

Qui vengono a morire gli ultimi rumori del mondo
Naviganti senza stella, approdate! è il porto:
Qui l’anima si tuffa in una pace profonda,
E questa pace non è la morte.

Qui mai il cielo è tempestoso né fosco;
Un giorno uguale e puro vi riposa gli occhi.
È quel sole vivente, di cui il sole è l’ombra,
Che lo spande dall’alto dei cieli.

Come un uomo sveglio molto prima dell’aurora
Giovani, siamo fuggiti in questo felice soggiorno,
Il nostro sogno è finito, il vostro dura ancora;
Svegliatevi! ecco il giorno.

Cuori teneri, avvicinatevi! Qui si ama ancora;
Ma l’amore, purificato, si accende sull’altare.
Tutto ciò che ha di umano, a questo fuoco svapora;
Tutto ciò che resta è immortale!

La preghiera che veglia in queste sante dimore
Dell’astro mattutino ci annuncia il corso;
E, conducendo per noi il pio carro delle ore,
Riempie e misura i nostri giorni.

Il bronzo religioso si sveglia con l’aurora.;
Mescola il nostro omaggio alla voce degli zefiri,
E le arie, scosse sotto il martello sonoro,
Prendono l’accento dei nostri sospiri.

Nella cavità della rupe, sotto una volta oscura,
Si eleva un semplice altare: re del cielo, sei tu?
Sì, costretto dall’amore, il Dio della natura
Vi discende, visibile alla fede.

Taccia la mia ragione, e il mio cuore adori!
La croce ai miei sguardi rivela un nuovo giorno;
Ai piedi di un Dio morente, posso ancora dubitare?
No, l’amore mi spiega l’amore!

Tutte queste fronti prostrate, questo fuoco che le infiamma,
Questi profumi, questi sospiri che esalano dal santo luogo,
Questi slanci infiammati, queste lacrime dell’estasi,
Tutto mi risponde che è un Dio.
Favoriti del Signore, soffrite che al vostro esempio,
Come un mendicante alle porte di un palazzo,
Adori anch’io da lontano, sulla soglia del suo tempio,
Il Dio che vi dona la pace.

Ah! lasciate che mescoli il mio inno alle vostre lodi!
Che il mio incenso macchiato salga con il vostro incenso.
Un tempo i figli dell’uomo ai santi concerti degli angeli
Non mescolavano forse i loro accenti!

Dal numero dei viventi ogni aurora mi cancella,
Sono pieno di giorni, di dolori, di rimorsi.
Sotto il portico oscuro venite a segnare il mio posto,
Qui, presso il soggiorno dei morti!

Soffrite che uno straniero vegli accanto alla loro cenere,
Bruciante su un feretro come quei santi flambeaux;
La morte mi ha tutto rapito, la morte deve tutto rendermi;
Attendo il risveglio dei sepolcri!

Ah! potessi io presso di loro, a piacer mio,
All’ombra dell’altare, e non lontano da questo porto,
Solo, terminare così gli resti della mia vita
Tra la speranza e la morte!

Alphonse de Lamartine

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-settimana-santa-a-la-rocheguyon-alphonse-de-lamartine/