La porta dell’albergo sorride terribilmente
Che cosa può importarmi o mia mamma
D’essere questo impiegato per cui solo nulla esiste
Pi-mus coppie che andate nella profonda acqua triste
Angeli freschi sbarcati a Marsiglia ieri mattina
Sento morire e rimorire un canto lontano
Umile come sono io che non sono nulla che valga
Bambino ti ho dato quello che avevo lavora
Guillaume Apollinaire
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-porta-guillaume-apollinaire/
