La carpa e i carponi

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

Guardatevi, figli miei, costeggiate meno la riva,
seguite il fondo del fiume ;
temete la lenza micidiale,
o lo sparviero, più pericoloso ancora.
Così parlava una carpa della Senna
a dei giovani pesci che a malapena l’ascoltavano.
Era nel mese d’aprile ; le nevi, i ghiacci,
sciolti dagli zefiri, scendevano dalle montagne ;
il fiume gonfiato da essi si alza a grossi ribollimenti,
e straripa nelle campagne.
Ah ! Ah ! Gridavano i carponi,
che ne dici, carpa rimbambita ?
temi per noi gli ami ?
Ecco siamo cittadini del mare in tempesta ;
guarda : non si vedono più che le acque e il cielo,
gli alberi sono nascosti sotto l’onda,
siamo i padroni del mondo,
è il diluvio universale.
Non credete questo, risponde la vecchia madre ;
perché l’acqua si ritiri ci vuole solo un istante.
Non allontanatevi, e, per paura d’incidente,
seguite, seguite sempre il fondo del fiume.
Bah ! Dicono i pesci, tu ripeti sempre
gli stessi discorsi.
Addio, andiamo a vedere il nostro nuovo dominio.
Parlante così, i nostri storditi
escono tutti dal letto della Senna,
e se ne vanno nelle acque che coprono il paese.
Cosa accadde ? Le acque si ritirarono,
e i carponi rimasero ;
presto furono presi,
e fritti.
Perché lasciavano il fiume ?
Perché ? Lo so troppo, ahimè !
È che ci si crede sempre più saggi di propria madre,
è che si vuole uscire dalla propria sfera,
è che… è che… non finirei mai.

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-la-carpa-e-i-carponi-jean-pierre-claris-de-florian/