L’uomo giusto

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta PoesieTemi VariEpoca XIX secolo

Il Giusto restava dritto sulle sue salde anche :
Un raggio gli indorava la spalla ; dei sudori
Mi presero : “Vuoi vedere scintillare i boloidi ?
E, in piedi, ascoltare ronzare i flutti
Di astri lattati, e gli sciami di asteroidi ?

” Per le beffe notturne la tua fronte è spiata,
O giusto ! Bisogna guadagnare un tetto. Di’ la tua preghiera,
Con la bocca nel tuo lenzuolo dolcemente espiata ;
E se qualche smarrito urta il tuo usciere,
Di’ : Fratello, va’ più in là, sono storpiato ! ”

E il giusto restava in piedi, nello spavento
Bluastro dei prati dopo il sole morto :
” Allora, metteresti in vendita le tue ginocchiere,
O Vegliardo ? Pellegrino sacro ! bardo d’Armor !
Piangitore degli Ulivi ! mano che la pietà inguanta !

” Barba della famiglia e pugno della città,
Credente dolcissimo : o cuore caduto nei calici,
Maestà e virtù, amore e cecità,
Giusto ! più stupido e più disgustoso delle cagne !
Io sono colui che soffre e che si è ribellato !

” E questo mi fa piangere sul mio ventre, o stupido,
E ben ridere, la famosa speranza del tuo perdono !
Sono maledetto, lo sai ! sono ubriaco, folle, livido,
Quel che vuoi ! Ma va’ a letto, via,
Giusto ! non voglio nulla al tuo cervello torpido.

” Sei tu il Giusto, infine, il Giusto ! Basta così !
È vero che la tua tenerezza e la tua ragione serene
Fiutano nella notte come cetacei,
Che ti fai proscrivere e snoccioli trenodie
Su orribili becchi d’anatra fracassati ! ” E sei tu l’occhio di Dio ! il codardo ! Quando le piante
Fredde dei piedi divini passassero sul mio collo,
Tu sei codardo ! O la tua fronte che brulica di lendini !
Socrate e Gesù, Santi e Giusti, disgusto !
Rispettate il Maledetto supremo dalle notti sanguinanti ! ”

Avevo gridato questo sulla terra, e la notte
Calma e bianca occupava i cieli durante la mia febbre.
Sollevai la fronte : il fantasma era fuggito,
Portando via l’ironia atroce del mio labbro…
– Venti notturni, venite al Maledetto ! Parlategli,

Mentre silenzioso sotto i pilastri
D’azzurro, allungando le comete e i nodi
D’universo, movimento enorme senza disastri,
L’ordine, eterno vegliante, rema nei cieli luminosi
E dalla sua draga in fuoco lascia filare gli astri !

Ah ! che se ne vada, lui, la gola incravattata
Di vergogna, ruminando sempre la mia noia, dolce
Come lo zucchero sulla dentatura guasta.
– Come la cagna dopo l’assalto dei fieri mastini,
Leccando il suo fianco da cui pende un’intestino portato via.

Che dica carità sudicie e progresso…
– Esecro tutti quegli occhi di Cinesi dalla pancia gonfia,
Poi che canta : nanna, come un mucchio di bambini in punto
Di morte, idioti dolci dalle canzoni improvvise :
O Giusti, cacheremo nei vostri ventri di gres !

Arthur Rimbaud

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-luomo-giusto-arthur-rimbaud/