Un astrologo un giorno si lasciò cadere
in fondo a un pozzo. Gli fu detto: «Povero stolto,
mentre a malapena riesci a vedere ai tuoi piedi,
pensi forse di leggere sopra il tuo capo?»
Questa avventura in sé, senza andare più oltre,
può servire di lezione alla maggior parte degli uomini.
Fra quanti uomini sulla terra noi siamo,
ve ne sono pochi che assai spesso
non si compiacciano di sentir dire
che nel libro del Destino i mortali possono leggere.
Ma questo libro, che Omero e i suoi cantarono,
che cos’è, se non il Caso presso gli Antichi,
e presso di noi la Provvidenza?
Ora del Caso non v’è scienza:
se ve ne fosse, si avrebbe torto
di chiamarlo caso, né fortuna, né sorte,
cose tutte molto incerte.
Quanto alle volontà sovrane
di Colui che tutto fa, e nulla senza disegno,
chi le conosce, se non lui solo? Come leggere nel suo seno?
Avrebbe forse impresso sulla fronte delle stelle
ciò che la notte dei tempi racchiude nei suoi veli?
A quale utilità? Per esercitare l’ingegno
di quelli che della Sfera e del Globo scrissero?
Per farci evitare mali inevitabili?
Renderci, nei beni, incapaci di piacere?
E suscitando disgusto per quei beni previsti,
convertirli in mali prima che siano venuti?
È errore, o piuttosto è delitto crederlo.
Il Firmamento si muove; gli Astri fanno il loro corso,
il Sole ci risplende tutti i giorni,
tutti i giorni il suo chiarore succede all’ombra nera,
senza che ne possiamo inferire altro
che la necessità di splendere e di illuminare,
di portare le stagioni, di maturare le sementi,
di versare sui corpi certe influenze.
Del resto, in che cosa risponde alla sorte sempre varia
questo corso sempre uguale con cui cammina l’Universo?
Ciarlatani, fabbricatori di oroscopi,
lasciate le corti dei Principi d’Europa;
portate con voi gli alchimisti tutti in una volta:
non meritate più fede di costoro.
Mi lascio andare un po’ troppo: torniamo alla storia
di questo Speculatore che fu costretto a bere.
Oltre la vanità della sua arte menzognera,
è l’immagine di quelli che sbadigliano dietro le chimere,
mentre si trovano in pericolo,
sia per sé, sia per i loro affari.
Jean de La Fontaine
Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-astrologo-che-cade-in-un-pozzo-jean-de-la-fontaine/
