L’Elefante bianco

Favol di Jean-Pierre Claris de Florian Epoca XVIII secolo

In alcuni paesi dell’Asia
si venerano gli elefanti,
soprattutto i bianchi.
Un palazzo è la loro scuderia,
li si serve in vasi d’oro,
ogni uomo al loro aspetto s’inchina verso la terra,
e i popoli si fanno la guerra
per portarsi via questo bel tesoro.
Uno di questi elefanti, gran pensatore, buona testa,
volle sapere un giorno da uno dei suoi conduttori
che cosa gli valesse tanti onori,
poiché in fondo, come un altro, non era che una bestia.
Ah! risponde il cornac, è troppa umiltà;
si conosce la vostra dignità,
e tutta l’India sa che al termine della vita
le anime degli eroi che la patria ha amato
se ne vanno ad abitare per qualche tempo
nei corpi degli elefanti bianchi.
I nostri talapoini l’hanno detto, dunque la cosa è certa.
– Come! Voi ci credete degli eroi?
– Senza dubbio. – E senza ciò noi saremmo in pace,
godendo nei boschi dei beni della natura?
– Sì, signore. – Amico mio, lasciami dunque partire,
perché ti hanno ingannato, te l’assicuro;
e, se vuoi rifletterci,
vedrai presto l’impostura:
noi siamo fieri e carezzevoli;
moderati, benché onnipotenti;
non ci si vede mai fare ingiuria
a più debole di noi; l’amore nel nostro cuore
riceve leggi dal pudore;
nonostante il favore di cui godiamo,
gli onori non hanno mai alterato le nostre virtù:
quali prove servono di più?

Florian

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/favola-lelefante-bianco-jean-pierre-claris-de-florian/