Dicembre

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

(Gli ospiti)

– Aprite, gente, aprite la porta,
io busso alla soglia e al tettuccio,
aprite, gente, io sono il vento,
che si veste di foglie morte.

– Entrate, signore, entrate, il vento,
ecco per voi il camino
e la sua nicchia imbiancata;
entrate da noi, signor vento.

– Aprite, gente, io sono la pioggia,
io sono la vedova in veste grigia
il cui tessuto si perde indistinto,
in una nebbia color di fuliggine.

– Entrate, la vedova, entrate da noi,
entrate, la fredda e la livida,
le crepe del muro umido
si aprono per ospitarvi da noi.

– Alzate, gente, la barra di ferro,
aprite, gente, io sono la neve,
il mio mantello bianco si disgrega
sulle strade del vecchio inverno.

– Entrate, la neve, entrate, la dama,
con i vostri petali di giglio
e seminatei per la stambergа
fin dentro il focolare dove vive la fiamma.

Ché noi siamo la gente inquietante
che abita il Nord delle regioni deserte,
che vi amiamo – dite, da quali tempi? –
per le pene che abbiamo da voi sofferto.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-dicembre-emile-verhaeren/