La distruzione

Poesi di Charles Baudelaire Raccolta I fiori del maleTemi TristezzaEpoca XIX secoloAnalisi di Arthur ↓

Senza posa al mio fianco s’agita il Demonio ;
nuota intorno a me come un’aria impalpabile ;
l’inghiotto e lo sento che mi brucia il polmone
e lo riempie d’un desiderio eterno e colpevole.

Talvolta prende, sapendo il mio grande amor dell’Arte,
la forma della più seducente delle donne,
E, sotto speciosi pretesti di beghino,
avvezza il mio labbro a filtri infami.

Mi conduce così, lungi dallo sguardo di Dio,
ansante e rotto dalla fatica, in mezzo
alle pianure della Noia, profonde e deserte,

E getta nei miei occhi pieni di confusione
vesti insudiciate, ferite aperte,
E l’apparecchio sanguinoso della Distruzione !

Charles Baudelaire

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-la-distruzione-charles-baudelaire/

Arthur

Interpretazione

L'analisi di Arthur

Di fronte ai suoi lettori che esprimono i suoi tormenti come fece anche nelle sue poesie Spleen, tutte tratte da I fiori del male, Charles Baudelaire sceglie qui il Demonio come personificazione del male che lo circonda e lo opprime.

Si dice così circondato da questo Demonio, espressione dei suoi vizi. "Aria impalpabile" che brucia i suoi polmoni per il tabacco o le droghe, "filtri infami" per l'alcool, egli delinea tuttavia la rappresentazione ultima di questo male sotto le sembianze di una donna fatale, riferimento senza dubbio ai suoi amori caotici.

Questo Demonio, che lo allontana da Dio, cioè dal diritto di cammino della morale più che forse della religione, non lo conduce che alla Noia, tomba della sua ispirazione. Poiché è proprio della morte che Baudelaire annuncia di avvicinarsi così; è verso "l'apparecchio sanguinoso della Distruzione" che si dirige.

I temi della tristezza, della noia o della morte sono ricorrenti nelle poesie di Charles Baudelaire. Entrando in ciò che egli chiamò lo Spleen, questa poesia non deroga a questa regola.

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