Canzone di folle (1)

Poesi di Emile Verhaeren Epoca XIX secolo

Il rospo nero sul suolo bianco
Mi fissa indubitabilmente
Con occhi più grandi di quanto sia grande la sua testa;
Sono gli occhi che mi sono stati rubati
Quando i miei sguardi se ne sono andati,
Una sera, che voltai la testa.

Mio fratello? – c’è qualcuno che mente,
Con della farina tra i denti;
È lui, gambe e braccia in croce,
Che gira in lontananza, laggiù,
Che gira al vento,
Su quel mulino di legno.

E Questi, è mio cugino
Che fu curato e bevve così tanto vino
Che il sole ne divenne rosso;
Ho saputo che abitava un tugurio,
Con dei morti, nei suoi armadi.

Poiché abbiamo per genitali
Due sassi
E per moneta un sacco di pidocchi,
Noi, i tre folli,
Che sposiamo, al chiaro di luna,
Tre folli dame, sulla duna.

Emile Verhaeren

Traduzione generata da Poésies 123 con il supporto del modello di intelligenza artificiale deepseek-chat.

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-canzone-di-folle-1-emile-verhaeren/