Accovacciamenti

Poesi di Arthur Rimbaud Raccolta PoesieTemi ReligioneEpoca XIX secolo

Ben tardi, quando si sente lo stomaco nauseato,
Frate Milotus, un occhio alla finestrella
Da cui il sole, chiaro come un paiolo strofinato,
Gli lancia un’emicrania e rende il suo sguardo torvo,
Sposta tra le lenzuola il suo ventre di prete.

Si dimena sotto la coperta grigia
E abbassa le ginocchia al ventre tremante,
Spaventato come un vecchio che mangerebbe la sua preda,
Poiché deve, il pugno all’ansa di un vaso bianco,
Ai reni ampiamente rimboccarsi la camicia!

Or, si è accovacciato infreddolito, le dita dei piedi
Ripiegate tremando al chiaro sole che appiccica
Dei gialli di brioche ai vetri di carta,

E il naso del buonuomo dove si accende la lacca
Annusa ai raggi, come un carnale polipaio.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

Il buonuomo cuoce al fuoco, braccia torte, labbro
Al ventre: sente scivolare le cosce nel fuoco
E le sue brache bruciacchiarsi e spegnersi la pipa;
Qualcosa come un uccello muove un poco
Al suo ventre sereno come un mucchio di trippa!

Intorno, dorme un guazzabuglio di mobili istupiditi
In stracci di sporcizia e su sporchi ventri,
Degli sgabelli, rospi strani, sono rannicchiati
Agli angoli neri: delle credenze hanno grugni di cantori
Che socchiude un sonno pieno di orribili appetiti.

L’aria nauseante satura la stanza stretta,
Il cervello del buonuomo è imbottito di stracci,
Ascolta i peli crescere nella sua pelle madida
E talvolta in singhiozzi assai gravemente buffoneschi
Sfugge, scuotendo il suo sgabello che zoppica…

. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .

E la sera, ai raggi di luna che gli fanno
Ai contorni del culo delle sbavature di luce,
Un’ombra con dettagli si accovaccia su un fondo
Di neve rosa così come una rosa malva…
Fantastico, un naso insegue Venere nel cielo profondo.

Arthur Rimbaud

Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-accovacciamenti-arthur-rimbaud/