che mi aveva dato il suo libro del Reno
Della vostra amicizia, maestro, portando questa prova
Tengo dunque sotto il braccio “”il Reno””. – Ho l’aria d’un fiume
E mi sento crescere per il paragone.
Ma il Fiume sa forse, lui povero Dio selvaggio,
Ciò che gli dà un nome, una sorgente, una riva,
E se scorre per tutti quale ne sia la ragione.
Seduto sul mammellone dell’immensa natura,
Forse ignora come la creatura
Donde gli venga questo beneficio che deve agli Immortali:
Io so che da voi, dolce e santa abitudine,
Mi vengono l’Entusiasmo e l’Amore e lo Studio,
E che il mio poco fuoco s’accende ai vostri altari.
Gérard de Nerval
Testo pubblicato su Poésies 123: https://www.poesies123.com/it/poesia-a-victor-hugo-gerard-de-nerval/
